che alla sera si trasforma in paradiso del turista: ristoranti, negozi, caffé che si improvvisano discoteche, e cosí via, fino a tarda notte. Alla sera, in un ristorante, incontro un insegnante di Inglese americano (della Florida) e un veterano della US Navy, sempre americano ma di Boston. Il veterano mi dice di essere stato in Italia dal 1951 al 1954 e cosí parliamo della situazione (terribile) in cui versava l'Italia in quel periodo, disfatta dalla guerra e non ancora raggiunta dal boom economico della seconda metá degli anni '50 e poi degli anni '60.
L'insegnante ha un'eccellente conoscenza della storia europea; parliamo della seconda guerra mondiale (sapeva di Mussolini) - gli parlo del mio viaggio in Russia e del fatto che lí mi sono reso conto che per loro la guerra é stata molto piú terribile che nell'Europa Occidentale e lui mi dice: 'Certo, i nazisti li hanno battuti loro, non noi Americani o gli Inglesi'; un riconoscimento secondo me assolutamente giusto, ma non facile da riscontrare in un Anglosassone - per molta "informazione" occidentale (a cominciare da Hollywood) é vero esattamente il contrario.
Mi parlano anche del 'business' di insegnare l'Inglese in Cina e di quanta richiesta ci sia in questo momento, tanto che é comune anche per i non-native English speaker insegnare; addirittura mi dicono che potrei farlo io se volessi - in cambio potrei ricevere lezioni di Cinese e cosí imparare la lingua. Si potrebbe anche fare, penso fra me e me, se non fosse che nel tempo che i miei eventuali allievi cinesi imparano l'Inglese, io avró imparato sí e no come ordinare un caffé in Cina
.
Un colloquio estremamente interessante, cordiale e rilassato. I dintorni di Yanshuo sono di una bellezza eccezionale: il pezzo forte sono i campi di riso in primo piano con i picchi carsici sullo sfondo:



Perché non prendere la bicicletta a noleggio e andare a scoprire questo paesaggio per conto proprio? E infatti lo faccio
.
Parte del percorso costeggia il fiume Yulong, un tratto quasi altrettanto bello di quello sul fiume Li:

Lungo il percorso riesco a vedere la "Assembled Dragons Cave". Giá, avete indovinato, ancora i draghi
. E stavolta non uno, ma addirittura un insieme "coalizzato" di draghi
.
Le grotte nei paesaggi carsici sono comuni: la stessa erosione che crea i picchi crea anche le grotte. La Grotta é spettacolare, la si visita in parte a piedi e in parte in barca:

L'illuminazione al neon colorato rende le grotte attraenti all'occhio e belle da fotografare, ma purtroppo non si ha idea di come siano fatte veramente. Una concessione allo spettacolo secondo me eccessiva. In alcuni casi si riesce ad intuirne l'aspetto originale facendo foto con il flash alla massima potenza:

Il paesaggio che si vede dalla Grotta é altrettanto bello:

La tappa successiva é l'incredibile Moon Hill:
dalla cui cima si ha una splendida vista sui picchi circostanti, nonostante la foschia:

Tornando alla cittá di Yangshuo, quí piú che altrove si vede l'incredibile propensione dei Cinesi a vendere. Ho bisogno di un paio di scarpe da jogging perché le mie ormai danno segni di cedimento. Non faccio in tempo ad entrare in un negozio che ho attorno 3 commesse. E una volta che hanno saputo il mio numero di scarpe, sono persino imbarazzato ad adocchiare un paio qualsiasi di scarpe, perché appena lo faccio una di esse é giá andata a prendere il numero giusto per quel modello. E ogni volta che solo manifesto l'intenzione di guardare un altro modello la scena si ripete. Alla fine compro il mio paio di scarpe e me ne vado, ammirato dalla solerzia del personale ma anche un po' colpito da un atteggiamento verso il cliente che noi considereremmo "servile".
Deve essere giorno di commissioni, perché decido anche di tagliarmi i capelli. Sono in giro da un po' e si sono fatti lunghi. Ora che, migrando verso le pianure del Sud, é ritornato il caldo, ho bisogno di sfoltire. Nel posto dove vado mi accoglie una tizia che mi fa sedere, poi arriva un ragazzo di una ventina d'anni. Non faccio in tempo a dire la "sh" di "short" che ha giá iniziato a raparmi senza indugi. Ormai il danno é fatto, spero almeno che me li faccia bene. Dopo 8 minuti ha finito e sono giá pronto per pagare e per uscire. Gli dico "You are very fast" e lui gongola. Mi viene da aggiungere "Maybe too fast", ma riesco a trattenermi. A posteriori dovró riconoscere che il taglio non era male.
Nei negozi tentano sempre di venderti qualcosa, anche quando é evidente che non ne hai bisogno. Iniziano sempre con "Helllloooooooo", e da quel momento non hai piú pace. L'esempio piú incredibile mi era capitato, diverse volte, alle stazioni ferroviarie: mentre sono in sala d'attesa gira un tizio che vende i giornali. I giornali sono ovviamente scritti in Cinese, il tizio tenta di vendermeli e io, sorridendo, faccio cenno di non capire la lingua. Ma il tizio continua a propormeli ugualmente. Forse vuole dirmi "Non sarebbe ora di impararlo, 'sto c..zo di Cinese?"
.
Quando poi vedono uno straniero intuiscono subito la possibilitá di un guadagno extra. E con le quattro parole di Inglese che conoscono tentano in ogni modo di sostenere una conversazione. Ma questa conoscenza approssimativa dell'Inglese puó venir buona con chi ti vuole vendere qualcosa a tutti i costi (succede in continuazione, talvolta ho l'impressione che tutti gli 1.3 miliardi di Cinesi lo abbiano come obiettivo): quando insiste troppo gli butti lí una frase un pó complessa tipo 'Sorry, I've just realized that I am late to catch my night train' e mentre quello rimane lí perplesso a cercare di capire, ne approfitti per allontanarti. É scorretto, lo so, ma vi assicuro che é solo una tattica di sopravvivenza.
Ormai si avvicina il tempo del ritorno a casa e diventa naturale iniziare a pensare a regali e souvenir. Ma non é facile perché in Cina i falsi abbondano. Per esempio, una delle glorie della Cina é la giada. Quella autentica é carissima, leggi sulla guida turistica, ma poi giri per bancarelle e negozi e ti vendono i Buddha di giada verde per pochi euro. Gli dici: "Ma non é vera giada!" e ti rispondono "Sí che lo é". E ridono.