e Haba Xueshan, alte rispettivamente 5600 e 5400 metri. Uno spettacolo naturale fortunatamente non ancora eccessivamente sfruttato ad uso turistico.
Nel percorso in autobus da Lijiang trovo una coppia di giovani architetti danesi e un giovane imprenditore canadese: faremo il percorso insieme. A metá strada sale sull'autobus un Cinese, offre una sigaretta all'autista e va a sedersi. L'architetto danese, che vive e lavora a Beijing e quindi ormai ha capito come funziona da queste parti, mi dice: "That's the ticket" e scuote la testa.
Appena arrivati al villaggio di Qiaotou si fa il biglietto (inutile: nessuno lo controlla e non dá diritto a niente: giusto camminare su un sentiero per un paio di giorni). »Prima di incamminarmi faccio appena in tempo a scorgere l'insegna del "Gorged Tiger Cafe", un virtuosismo linguistico un po' azzardato ma indubbiamente originale.
Pronti via e bisogna trovare il sentiero. In mezzo a tante diramazioni non é facile, ma finalmente troviamo la scuola descritta dalla guida:
L'inizio del percorso offre vedute sul fiume e i campi coltivati:
andando avanti il sentiero si alza rispetto al fiume, fino ad offrire vedute verticali della gola:
Ci sono fattorie o piccoli villaggi di tanto in tanto:
La vista dello Yulong Xueshan dall'altra parte della gola é molto bella, nuvole permettendo:
Nel punto piú alto del percorso, al termine delle "24 curve", c'é una breve diramazione che scende verso un masso sporgente, che permette una vista spettacolare della Gola, con il fiume Yangtze (che qui viene chiamato Jinsha) a strapiombo sotto i piedi. Un tizio sui 60 anni ha messo un bastone di traverso fra due alberi per ostruire la diramazione del sentiero, si é accampato lí e ad ogni visitatore dice: "Se entri quí devi pagarmi 5 Yuan per ogni foto che fai, se invece ti limiti a guardare allora é gratis".
Ma come??? In un paese in cui tutta la terra é dello Stato, persino quella che i contadini coltivano 365 giorni all'anno e da cui traggono sostentamento, un tizio (cui non difetta l'intraprendenza, se non altro) puó permettersi di "appropriarsi" di un pezzo di terra lungo un sentiero percorso da tutti, per il quale oltretutto si é pagato un biglietto, e chiederti una "tangente" per ogni foto che scatti? E nessuno degli 1.3 miliardi di Cinesi dice niente? Uno dei misteri di questo paese. La gola prende il nome da una tigre che, secondo la leggenda, sarebbe riuscita a sfuggire ai cacciatori saltando da una parte all'altra del fiume con due balzi, approfittando di un'enorme pietra che emerge dalle acque in mezzo al fiume. In quel punto la gola é larga 25 metri e, a meno che il doping non fosse pratica comune giá da allora
, é escluso che una tigre possa aver fatto il salto (sempre ammesso che qui le tigri ci siano mai state, cosa tutta da verificare). E questa leggenda informa di sé tutto il percorso. Cosí, per esempio, nel punto in cui c'é la pietra, un cartello dice perentorio: "Quí é il luogo dove la tigre é saltata e ha raggiunto l'altra sponda". E sul sentiero che vi arriva: "Questo é il sentiero percorso dalla tigre...". Incontriamo sul percorso una guida locale che, con due cavalli, sta trasportando due turiste fiamminghe lungo il percorso. Di queste una é oltremodo robusta e il suo cavallo ha un'aria particolarmente afflitta, come a dire "La prossima volta mi tocca di diritto una modella anoressica". Facciamo una parte del percorso insieme, e quando la guida ci dice "Andiamo a vedere dove la tigre é saltata sull'altra sponda" lo guardo come per dirgli "Hey bello, sappiamo entrambi che nessuna tigre é mai saltata da nessuna parte, perché non la smettiamo con 'ste stronzate?". Mi guarda come dire "Senti, che vuoi da me? Io con 'ste stronzate ci campo, quindi smettila di fare il rompiballe e fingi di crederci almeno per un paio di giorni, tanto che ti costa?"
Aveva ragione lui. Alla sera ci fermiamo in un semplice alloggio lungo il percorso, che ha una bella veduta sulla gola:
»Qui nel Sud della Cina, piú che nel Nord dove sono maggiormente diffusi i noodles, il riso é un componente fondamentale dell'alimentazione. É un po' come il nostro pane: una ciotola di riso accompagna quasi sempre il resto del pasto. Ma non mi ci ritrovo con i prezzi: una scodella colma di riso puó costare 1 o 2 Yuan. Un caffé espresso (non sempre fatto come si deve) costa mediamente 30 Yuan: va bene che il riso ce l'hanno in casa, va bene che il caffé lo devono importare, ma comunque la sproporzione é troppa. Oltretutto uno dei maggiori produttori mondiali di caffé é il Vietnam, che si trova quí fuori di casa.
Il giorno successivo la vista é sempre superba:
ma il percorso é molto piú breve e agevole (principalmente in discesa), cosí possiamo anche dedicarci a fotografare i fiori:

e ad osservare originali soluzioni ingegneristiche:
Il ritorno in minibus avviene sulla strada sterrata sotto il sentiero. Passiamo sotto una cascata che butta giú acqua direttamente sulla strada, il conducente ci dice di tirar su tutti i finestrini, poi ci si ferma sotto per qualche secondo (e intanto si sente il rumore assordante dell'acqua sul tetto della vettura). Poi riparte.
L'autolavaggio piú veloce, economico ed environment-friendly che mi sia mai capitato di vedere.