), se i posti sono giá assegnati.
In ogni caso riesco a salire. Il treno é piú che buono, come accadrá anche in tutti i viaggi successivi, e anche il personale di bordo é affidabile. Nessuno di loro parla Inglese, purtroppo, ma questo é un altro discorso. Approfitto delle ore di luce ancora a disposizione per osservare il paesaggio. Il treno, partendo dal Guangdong, attraverserá Fujian e Jiangxi e infine arriverá a Tunxi, nell'Hanui. Fra i posti attraversati, alcuni mi sarebbe anche piaciuto visitarli, per esempio Jingdezhen, la capitale cinese (e quindi, in un certo senso, mondiale) della porcellana. E il paesaggio, con mio stupore, é straordinariamente impervio e poco abitato. E cosí mi chiedo: ma dove vivono il miliardo e 300 milioni di Cinesi, se neanche le aree del sud-est sono pianeggianti e ospitali? Perché si sá che il Nord, l'Ovest e il Sud-Ovest della Cina, fra deserti, altipiani altissimi e montagne, é poco abitato e poco abitabile, ma se i Cinesi sono cosí tanti allora da qualche parte dovranno pure vivere, no?
Rimango ammirato dalla capacitá dei contadini cinesi di recuperare ogni centimetro quadrato di territorio alla coltivazione. Nelle innumerevoli piccole valli percorse da torrenti é comune vedere il fondo del torrente opportunamente "spianato", terrazzato e coltivato a riso: il flusso del torrrente "ammaestrato" fa il resto: spettacolare!
Il treno arriva a Tunxi alla mattina presto, giusto il tempo di visitare la cittá vecchia prima di prendere il bus per il villagio di Tangkou, ai piedi della montagna. La cittá vecchia in realtá consta di una via sola, Lao Jie, che é stata restaurata e ora é una via di negozi in architettura Huizhou, cosí tipica di queste parti:
La strada arriva fin quasi al fiume Xin'an, nel quale alcune donne stanno tranquillamente lavando i panni:
una scena che mi capiterá ancora di vedere in pozzi, torrenti, fiumi, laghi e stagni della Cina.
Nel percorrere la strada al contrario per ritornare verso la stazione
mostro curiositá per un negozio che vende te. Non appena faccio cenno ad entrare, la ragazza del negozio mi offre assaggi di tutti i tipi di te, e a quel punto non mi divincolo piú. Dopo averne assaggiati diversi, come faccio ad andar via senza comprare nulla? Le faccio capire quale mi piace di piú, e in pratica a questo punto é come se lo avessi giá comprato. Il prezzo é notevole, e per le difficoltá del linguaggio non so nemmeno bene che cosa ho comprato, ma ormai é fatta. Il te in questione naturalmente é te verde, il te che si beve in Cina.
»Il te in Cina é una vera e propria istituzione dalla notte dei tempi. É comune vedere in giro i Cinesi con un thermos trasparente contenente il te in foglie, che periodicamente riempiono di acqua bollente e bevono durante la giornata: lo usano i guidatori di autobus, le persone che camminano nei parchi, i commercianti, chiunque insomma. E poi esistono le teahouse, le case da te, come questa di Shanghai:
dove puoi provare una grande quantitá di te verde, differenziato per provenienza, per aroma (gelsomino o altro tipo di fiore) e per altri criteri.
Il viaggio verso Huang Shan, invece che sull'autobus, lo faccio su un taxi guidato da una donna. Deve giá andare a Tangkou per portare indietro degli Americani che ha portato lá il giorno prima, mi dice, e cosí puó offrirmi il viaggio a prezzo molto ridotto. Accetto di buon grado, la donna parla un Inglese comprensibile e questo mi puó essere utile. Ma soprattutto mi permette di scambiare qualche parola con una persona del luogo, un'esperienza che apprezzo molto.
Salgo e noto con piacere che c'é la cintura di sicurezza. Ma quando tento di allacciarla mi accorgo che manca l'aggancio. La conducente mi guarda strano e mi dice: "Non c'é bisogno, tanto io guido piano". Il ragionamento é bizzarro di per sé, a maggior ragione quando poi mi accorgo che non guida piano affatto.
Durante il viaggio vedo lungo la strada le celle fotovoltaiche sui lampioni dell'illuminazione. Non ci vuole molto a capire a cosa servono: di giorno accumulano l'energia elettrica ricavata dal sole, e di notte la usano per illuminare le strade. É certo sorprendente per me trovare una simile tecnologia in Cina, mentre non l'ho ancora vista in alcuna altra parte del mondo "sviluppato". E mi chiedo a questo punto se sono veramente in Cina, un paese che mi ero immaginato arretrato e pieno di ciminiere. Ma, stó ormai imparando, la Cina é il paese dei contrasti, e puó essere normale trovare il top della tecnologia convivere con usi, costumi e abitudini millenarie. Dopo un buon pranzo da Mr. Hu a Tangkou (primo vero pasto cinese che mi concedo, in realtá molto buono - e comunque mi ci voleva, perché non di soli instant noodles[2] vive l'uomo), mi faccio convincere a cominciare l'ascesa a piedi da piú sotto, in modo da passare anche dalla Cascata dei Nove Draghi
. Non dubito che questa cascata possa essere meravigliosa in primavera, quando raccoglie l'acqua delle piogge e, forse, delle nevi sciolte, ma l'11 di Settembre quello che si vede é questo:
chi di voi ha una vista particolarmente acuta avrá scorto un rigagnolo d'acqua che scende moribondo lungo la roccia: quella é la Cascata dei Nove Draghi. Se avesse avuto un nome meno altisonante tipo "La Cascata della Lucertola Zoppa" probabilmente non mi sarei creato aspettative
. La delusione é parzialmente mitigata dalla natura rigogliosa del percorso, e in particolare dalle foreste di bamboo che colonizzano le pareti della montagna:
Lungo il percorso sbuca improvvisamente un omino addetto al controllo del biglietto. Fa segno ad un albero sopra la nostra testa e mi dice qualcosa in Cinese, che ovviamente non capisco. Me lo ripete diverse volte finché, continuando a non capire, prendo la fotocamera e lo fotografo (l'albero, non il controllore). Tuttora non so perché l'albero sia tanto importante, ma ad ogni buon conto eccolo qui:
»Durante l'ascesa vera e propria alla montagna, fatta dal percorso orientale, mi capita di incontrare persone che trasportano merci:
La cosa mi sorprende perché c'é una funivia che fa esattamente la stessa strada dei portatori, e il viaggio richiede 10 minuti invece delle due ore del percorso a piedi. Allora, perché portare le merci a piedi? Certo, sará una questione di costi, perché il viaggio in funivia costa 65 Yuan (6 Euro), ma per la nostra mentalitá é comunque difficile pensare che si possa fare un viaggio cosí faticoso e lungo solo per risparmiare 65 Yuan. Si potrebbe ad ogni buon conto usare la funivia per il transporto merci negli orari non di punta (per esempio la sera) ad un costo notevolmente inferiore, ma niente: si usano i portatori. Un tema che mi propongo di affrontare appena possibile con qualche persona locale.
Ah, il bastone che il portatore usa per portare i pesi é un pezzo di bamboo tagliato e intagliato alle estremitá. Uno dei tanti esempi di utilizzo di questa pianta/erba meravigliosa in Cina. Ce ne sono molti altri, fra cui per esempio lo scaffolding per la costruzione delle case, come si vede in questa foto scattata a Shanghai:
Per chi non ce la fa a salire a piedi, ma se ne accorge troppo tardi quando ormai ha cominciato il percorso, oppure per chi non ce la fa a scendere, c'é pure il servizio dei portatori di persone. Una fatica enorme, soprattutto se la persona trasportata é un peso massimo (difficile se é Cinese, facilissimo se é Americana). Ecco un portatore che si gode un piú che meritato riposo:
Dopo una lunga camminata arrivo in cima prima che il sole tramonti, in tempo per godere di alcune viste meravigliose:

e per vedere le ultime luci e il tramonto:

Si dorme in cima in una camerata condivisa con altri turisti cinesi. Alla mattina alle 3.30 le persone con cui condivido la stanza si alzano tutte entusiaste, e fanno un po' di rumore (ok, un gran casino). Mi sveglio un po' incazzato (ok, molto incazzato), li guardo con sguardo interrogativo e, senza bisogno che io dica nulla, uno mi dice "The sun rises". Ora: sono sicuro che, a fine Giugno / inizio Luglio, il sole sorga cosí presto, ma, mi chiedo, che senso ha alzarsi alle 3:30 (e svegliare i colleghi di camera) il 12 di Settembre, quando il sole non sorge prima delle 5:30-6:00? In ogni caso il danno ormai é fatto - torno a dormire, me ne frego dell'alba e mi alzo con tutta calma intorno alle 7:00, pronto per la lunga camminata del "West Trail".
E il West Trail si rileverá una delle cose piú belle di tutto il mio viaggio in Cina: vedi blocchi di granito alti mille metri che svettano formando gole paurose. E il percorso che é stato creato é eccezionale: tutti gradini scolpiti nella roccia, che fanno compiere dei passaggi incredibili in modo relativamente agevole:


Anche per chi come me é abituato ai paesaggi alpini, lo Huangshan é una meraviglia assoluta:
Mentre stó facendo il percorso di discesa un serpente cade giú da un albero proprio davanti a me. Non me ne accorgo subito perché stavo guardando da un'altra parte, ma una ragazza che per puro caso mi stava camminando di fianco lo vede e lancia un urlo tremendo - e a quel punto lo vedo anch'io. Il povero serpente scappa subito di lato fino a sparire nella vegetazione, secondo me terrorizzato dalle urla belluine della tizia. Non so se fosse un serpente pericoloso, era tutto verde, lungo poco piú di un metro e non molto "largo". Probabilmente stá ancora scappando adesso
.
- ^Una conseguenza é che risulta quasi impossibile riuscire a trovare posto su un treno se si sale in una stazione intermedia del percorso.
- ^Gli Instant Noodles sono il cibo di gran lunga piú popolare in Cina per pasti veloci, per esempio mentre si é in viaggio su treno o autobus, oppure durante la visita a parchi naturali e attrazioni. In numerosi posti, compresi i treni, é possibile trovare l'acqua calda necessaria per preparare il pasto.